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II nome evoca subito la celebre battaglia, che
nel 1440 i fiorentini vinsero sulle milizie vi-
scontee (e la battaglia evoca il celebre dipin-
to e il "cartone" di Leonardo perduti). Per
parte sua la cittadina, alta su un panoramico
sperone tra il torrente Sovara e la val Tiberina
(m 429), mostra il suo passato nel nitido
impianto urbano, nelle case medievali e nei
palazzi rinascimentali che prospettano su erti
vicoli e piazzette del centro, nella qualità del
patrimonio d'arte e cultura che scrupolosa-
mente conserva. Da piazza Baldaccio, al mar-
gine del perimetro murato (1181-1204), si sale
alla parrocchiale di S. Maria delle Grazie, in
cui tra l'altro si vede una lunga tavola del-
[Ultima Cena di Giovanni Antonio Sogliani
(1531); più su, in piazza del Popolo si affaccia il
Palazzo pretorio, ora Comune, di fondazione
trecentesca. Si scende per un vicolo alla Badia
fondata nel 1104-105 dai Camaldolesi, dal sin-
golare asimmetrico interno, e poi per una via
in parte gradinata al quartiere del Borghetto,
nel cui cuore è il rinascimentale palazzo Ta-
glieschi, sede dell'importante museo statale
(sculture, pitture, oggetti della tradizione po-
polare della zona). Al margine di Anghiari, il
trecentesco stradone che in 8 km di rettifilo
porta a Sansepolcro lascia a sinistra il
tempietto di S. Stefano, di preziosa struttura
medievale.
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